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  • Una start up di successo: Artis Project
Potremmo cominciare a raccontarvi questa storia proprio come spesso iniziano le favole "C’era una volta una bambina…" se non fosse che…
"Avevo un grande desiderio, che quando si è piccoli rimane difficile esprimere, perché non si conoscono bene le parole e non si comprende il loro significato…“Il mio sogno da adolescente – ci dice scherzando Vera – sai qual era?...Volevo fare l’astronauta! Poi, però, ho cominciato a viaggiare per il mondo (e non nello spazio…) e mi sono appassionata".

Vera Arma è una giovane imprenditrice romana di 32 anni (romana anche se è nata a Vico Equense, in provincia di Napoli), ma ha vissuto tra l’Italia e l’Europa, e comunque sempre in movimento, mai ferma in un solo posto. “Mi è sempre piaciuto visitare nuovi Paesi. Conoscere le lingue è poi il modo migliore per entrare in contatto con le persone e conoscere l’anima di un popolo. Per questo motivo mi sono iscritta prima alla Facoltà di Lingue Straniere poi a Scuola Interpreti, con l’idea di lavorare in futuro come interprete”.

Vera lavora da quando aveva 16 anni. “Fin da ragazza mi sono rimboccata le maniche. Amavo essere indipendente. Non mi piaceva stare a casa senza guadagnarmi la vita. Così ancora prima dell’Università, ho iniziato a lavorare nel turismo”.“Con il tempo mi sono specializzata in web marketing applicato al turismo. Mi sono occupata di booking, search engine marketing, search engine optimization, web e social media marketing”. “Me la cavavo, è stato sempre un settore molto affascinante per me, ma forse il destino era un altro…” .

Parallelamente, Vera lavora come traduttrice e interprete. Non ha alcuna preclusione. Va a vivere a Marsiglia e poi a Nizza. Ma è a Vienna che capita l’episodio che ha cambiato la sua vita...
“Per una conferenza vado a Vienna… Non so se sia stato a causa dell’emozione, o se le cose fossero destinate ad andare in quel modo, fatto sta che sbaglio stanza ed entro in una aula dove Joel Snyder, uno dei maggiori esperti mondiali di audiodescrizione, teneva una lezione. Rimango affascinata da questa tecnica di traduzione audiovisiva che traduce in parole le immagini, che le persone cieche non possono vedere. Torno in Italia con l’idea di fare, sull’audiodescrizione, una tesi di dottorato, e così è stato”.

Accanto all’audiodescrizione, Vera si specializza in respeaking, una tecnica che, sfruttando il riconoscimento del parlato, consente di produrre testi di varia natura, dalla semplice trascrizione, alla sottotitolazione in tempo reale”.
“Funziona più o meno così: durante una conferenza un operatore/respeaker ascolta i discorsi dei relatori e li ripete dettandoli, con voce chiara e pulita, ad un software di riconoscimento del parlato, che è in grado di riprodurli fedelmente e di proiettarli su di uno schermo. In questo modo le persone con disabilità uditive sono in grado di accedere in tempo reale a quello che viene detto”.
A poco a poco Vera matura la consapevolezza di voler creare qualcosa di suo. Nel 2005 si trasferisce a Forlì, nel 2007 lancia Artis Project e, nel 2010, crea l’associazione CulturAbile Onlus, con l’obiettivo di promuovere l’accessibilità culturale per i disabili sensoriali (persone sorde e cieche).
“Attualmente con Artis Project siamo incubati presso l’Incubatore ICult di BIC Lazio e ci occupiamo di respeaking, lingua dei segni, traduzioni, interpretariato, sottotitolazione e audio descrizione”.

Aiutare le persone non udenti e non vedenti è la mission di Artis Project. Per questo l’azienda ha avviato una collaborazione con MovieReading . “Attraverso uno smartphone o un tablet – ci racconta Vera – siamo in grado di far assistere le persone con disabilità sensoriali al proprio film preferito. Tutti possono quindi andare al cinema senza più limitazioni e usufruendo individualmente dell’ausilio necessario, sottotitoli o audiodescrizioni che siano”.

Ma come funziona esattamente? “Nel nostro spazio all’ICult - ci spiega Vera – abbiamo creato un’area di presa e mix dove creiamo, dall’inizio alla fine, tutti gli ausili per l’accessibilità multimediale e audiovisiva, quindi sottotitoli, audiodescrizioni e video in lingua dei segni. In un film, se la componente dialogica è importante, lo è altrettanto la componente visiva che, nel caso dell’audiodescrizione, va descritta in un certo modo e con una tecnica e una lingua ben precise”.

“Sai qual è la cosa che più mi dispiace?”, ci dice Vera. “In Italia manca una legislazione che vincoli i produttori di film e le televisioni (ad esclusione di quella pubblica) a rendere la programmazione accessibile ai disabili sensoriali, come invece avviene nella maggior parte dei Paesi europei”.
“Il discorso potrebbe poi ampliarsi coinvolgendo anche i siti delle pubbliche amministrazioni, nei quali – malgrado, invece, l’esistenza di una legge!- i video, le dirette streaming e gli stessi siti web difficilmente tengono conto di questi requisiti”.

Nonostante le difficoltà che incontra il settore, Vera è una imprenditrice che guarda sempre avanti, cercando nuove soluzioni e spunti. “Sai come si dice? Il vecchio amore non si scorda mai….”, ci dice improvvisamente Vera con un sorriso.

“Ti ricordi che ti ho detto di essermi occupata di turismo? Ebbene, abbiamo da poco lanciato un nuovo prodotto di realtà aumentata applicata al turismo, una sorta di audio/video guida evoluta che permetterà al turista di indossare gli occhiali di realtà aumentata Epson e di conoscere ed esplorare le città in modo del tutto nuovo.Gli occhiali che ti geolocalizzano e ti danno la possibilità di scegliere, a seconda di dove ti trovi, tra molteplici servizi: ad esempio, una descrizione storica e architettonica del monumento che stai guardando; una indicazione precisa sui ristoranti nella zona; video o foto attinenti. Il tutto, ovviamente pensato, per dare la possibilità anche ai disabili di godere delle bellezze del nostro Paese”.

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